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   - E' vero,   è vero! - esclamò Cornelius battendo gioiosamente le mani.
   - Siete una brava allieva, Rosa, e guadagnerete certamente i centomila   fiorini.
   - Non dimenticate - rispose Rosa ridendo - che la vostra allieva, come   vi   piace   chiamarmi,   ha   qualcos'altro   da   imparare,   oltre alla   coltivazione dei tulipani.
   -   Sì,   sì,   interessa   anche   a   me come a voi che sappiate leggere.-   Quando incominceremo?
   - Subito.
   - No, domani.
   - Perché domani?
   - Perché oggi la nostra ora è terminata e debbo lasciarvi.
   - Di già! Ma che cosa leggeremo?
   - Oh!   - disse Rosa - ho un libro,   un   libro   che   spero   ci porterà   fortuna.
   - A domani dunque?
   - A domani.
   L'indomani Rosa ritornò con la Bibbia di Cornelio de Witt.

   IL PRIMO BULBO.

   Come abbiamo detto,   Rosa ritornò l'indomani con la Bibbia di Cornelio   de Witt.
   Ebbe inizio allora fra maestro e scolara una di quelle deliziose scene   che formano la gioia di un romanziere.
   Lo spioncino,   unica apertura che servisse loro di comunicazione, era   troppo   alto   per   persone   che   s'erano   accontentate   fino allora di   leggere l'una sul viso dell'altra tutto ciò che si dovevano dire e che   non potevano leggere comodamente sul libro portato da Rosa.

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