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clamori   del Buytenhof. Giovanni alzò le braccia al cielo per ringraziarlo.
   - Ora possiamo partire, Cornelio! - esclamò.

   L'ALLIEVA DI GIOVANNI DE WITT.

   Intanto   che   le   grida   della   folla radunata sul Buytenhof, salendo   sempre più minacciose verso i due   fratelli,   spronavano Giovanni   de   Witt   ad   affrettare   la   partenza   di   suo   fratello Cornelio,   una   deputazione di borghesi si era recata, come abbiamo detto,   al palazzo   di città per chiedere il ritiro del corpo di cavalleria di Tilly.
   La distanza fra il Buytenhof e l'Hoogstraet non era grande;   e così si   vide   un   forestiero,   che   aveva   seguito   tutti   i   particolari con   curiosità   fin   dal   momento   in   cui   era   incominciata questa scena,   dirigersi con gli altri, o piuttosto al seguito degli altri, verso il   palazzo   di   città per apprendere immediatamente la notizia di ciò che   vi sarebbe capitato.
   Questo straniero era un giovane di ventidue o   ventitré   anni appena,   apparentemente   senza   vigore.   Poiché doveva avere le sue ragioni per   non farsi riconoscere,   nascondeva la sua faccia   pallida e   smagrita   dietro un fine fazzoletto di Frisia,   con il quale non smetteva mai di   asciugarsi la fronte madida di sudore o le labbra che scottavano.
   L'occhio fisso come quello dell'uccello da preda,   il naso aquilino e   lungo,   la bocca fine e dritta,   aperta o piuttosto intagliata come le   labbra di una ferita,   avrebbero reso quest'uomo un soggetto degno di   studio fisiologico da parte di Lavater,   se Lavater (10) fosse vissuto   in quell'epoca,   ma tale studio non sarebbe   stato   un vantaggio   per   quell'uomo.

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