Indice   [800x750]    Website Info


rimedio   che   si chiama pentimento e vergogna del proprio passato.
   Poi, rialzando con sforzo la testa, disse:   - Andate, signor Boxtel, sarà fatta giustizia, come vi ho promesso.
   Quindi, rivolgendosi al presidente, soggiunse:   -   In quanto a voi,   mio caro signor van Systens,   siete incaricato di   tenere qui questa fanciulla e il tulipano! Addio.
   Tutti si inchinarono e il principe uscì,   curvo quasi sotto l'immenso   frastuono delle acclamazioni popolari.
   Boxtel   ritornò al «Cigno Bianco» abbastanza preoccupato.   Quel foglio   che Guglielmo aveva ricevuto dalle mani   di   Rosa,   che   aveva letto,   piegato e riposto in tasca con tanta cura, gli dava da pensare.
   Rosa   si avvicinò al tulipano,   ne baciò religiosamente la foglia e si   abbandonò a Dio, mormorando:   - Signore! Sapevate dunque perché il mio caro Cornelius mi insegnava a   leggere?
   Sì, Dio lo sapeva,   poiché Egli solo punisce e ricompensa gli uomini a   seconda dei loro meriti.

   LA CANZONE DEI FIORI.

   Mentre   si svolgevano gli avvenimenti che abbiamo narrati, l'infelice   van Baerle,   dimenticato nella sua cella della fortezza di Loewestein,   soffriva   tutte   le pene che un prigioniero può soffrire quando il suo   carceriere ha deciso di trasformarsi in carnefice.
   Grifo, non ricevendo notizie di Rosa né di Jacob,   si era persuaso che   tutto ciò che gli era accaduto fosse opera del demonio e che il dottor   Cornelius van Baerle fosse l'inviato del demonio sulla terra.
   Il   risultato fu che un mattino - era il terzo giorno dalla sparizione   di Rosa e di Jacob - Grifo salì nella cella di Cornelius più   furente   del solito.
   Cornelius stava con i gomiti appoggiati alla finestra e la testa

Questo capitolo in: Inglese Francese Spagnolo Romeno Avanti